Diario 3- 4 Giugno 2020

nipotino in monopattino
nipotino in monopattino

3 Giugno, mercoledì.

Fine del blocco restrittivo Covid,  detto lockdown per non chiamarlo in italiano “confinamento o chiusura totale” che farebbero più paura…
Finalmente alle 10.30 parto per Gorizia, vado da mia figlia che non vedo da aprile.
Mia mamma mi ha riempita di vettovaglie. C’è traffico, ma non proprio intenso. Alla rotonda di  Palmanova decido di andare per Visco e mal me ne coglie. Visco e vischio…in paese c’è una deviazione, come spesso capita dopo un pezzo mancano le indicazioni per i non friulani e finisco in un borgo sconosciuto. Accendo la bussola mentale e ritrovo la strada, puntando ai tralicci che ricordo bene.
Alla rotatoria per Gorizia altro inciampo, il sottopasso per Sant’Andrea è chiuso e devo passare per il centro. Dopo due ore abbondanti di strada approdo a casa, mia figlia Chiara oggi lavora, Silvio ha preparato il pranzo, è un ottimo cuoco.
Che gioia rivedere il mio cucciolo, il mio piccolo Alessio che mi butta le braccia al collo. E’ cresciuto, accidenti, più indipendente, ne fa di progressi il mio campione.
Alla sera andiamo a mangiare sushi, Alex pare caricato a molla e anche una volta tornati a casa fatica a tranquillizzarsi e decidersi a dormire. Poi russa come un cinghialetto. Buona notte tesoro, la nonna è qui.

4 Maggio 2020
Inizio giornata, esco a spasso con Alessio fino al Panificio, mascherina come d’obbligo. Il mio piccolo rubacuori sa il fatto suo: riceve un cioccolatino dalla signora, ormai è una prassi consolidata. Se lo scarta e se lo gusta seduto fuori sullo scalino, poi mi porge le manine appiccicaticce perché le ripulisca. Per la bocca devo insistere e fargli vedere “barba e baffi” allo specchietto. Ride.
Mia figlia è restata a casa, ne approfitta per fare grandi pulizie, con Alex “tra i piedi” non  sarebbe possibile. Silvio lavora in “smart working” che anche per il nostro governo fa più figo che lavorare a casa, quello lo fanno le casalinghe e non è retribuito.
Il pomeriggio è piovigginoso, andiamo alla Decathlon a Villesse, mia figlia deve fare qualche acquisto.
Prende un monopattino per Alessio, uno adatto alla sua età. Senza esitazioni, mio nipote ci sale e si spinge, se ne va per i vasti corridoi come avesse sempre pattinato.

Torniamo a casa, apprendo con sollievo che l’anziana signora B. è viva e è tornata a casa. Mesi fa, quando vidi i vigili che avevano appena sfondato la porta del suo appartamento, non avevo potuto sapere se fosse viva o morta e nemmeno mia figlia aveva avuto alcuna notizia. Ora sappiamo che la trovarono a terra, col femore rotto. C’è una signora che la accudisce per qualche ora al mattino e al pomeriggio, i nipoti la vanno a trovare e il servizio del Comune le porta il pranzo. Andrò a trovarla.

 

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