Diario 26 – 27- 28 Maggio 2020

Martedì 26 Maggio
Sono preoccupata per mia figlia mio genero, l’ansia mi scivola sottopelle anche nei momenti più felici, quando sono in montagna. So che per loro è dura, forse con l’intento di rassicurarmi oggi mi mandano foto del bambino sorridente e mezzo nudo, con in testa il largo cappello di Chiara per “fare il pirata”.
Faccio spesa, è il giorno settimanale deputato a questa incombenza. Ci metto tutta la mattina, prima al panificio e porto il pane alla mia mamma, poi il supermercato e ci metto del tempo compreso mettere via gli acquisti, poi la mamma mi telefona: si è dimenticata di far prendere il prosciutto, così via di nuovo al panificio e già che ci sono vado in centro dal mio fornitore di formaggi di capra sardi. Prendo il sardo per me e per mia figlia (sottovuoto, spero proprio di portarglielo il 3 giugno) e il solito “di Gino” per la mia mamma. La famiglia Fregona è speciale, sorridenti e pieni di battute, sempre gentili con tutti i clienti che conoscono per nome e riconoscono anche dietro alle mascherine.
Mio cognato ha fatto una visita di controllo per i suoi problemi. Niente di urgente ma deve decidere se fare o no un intervento.

Mercoledì 27 maggio
Non avevo nessuna idea di andare in montagna, sono un po’ giù, per fortuna ieri sera mi ha contattata  Anna sul gruppo whatsapp e mi propone il rifugio Carestiato dal Passo Duran. E’ una meta classica facile, ci sono stata innumerevoli volte, però è un posto bellissimo e spero di arrivare fino al Mont Alt di Framont, ci sono salita anni fa con mia nipote Valentina. Siamo solo noi due, altri del gruppetto hanno problemi vari, chi mal di schiena e chi dolori alle ginocchia, Cris  e marito andranno o al mare o a Venezia, adesso che ancora c’è pochissima gente. Mi manca Venezia, da ragazza ci andavo in treno almeno una volta l’anno, adesso sarà un decennio che non ci vado.
Con Anna ci troviamo alle 8, raggiungiamo Agordo e il passo Duran, poi prendiamo la mulattiera per il Rifugio Carestiato e ci arriviamo con comodo in meno di un’ora. La giornata è bellissima, stiamo per ripartire verso Forcella del Camp, io ho sempre in mente il Mont Alt e il panorama che si gode da lassù…ma Anna si accorge di aver lasciato il cellulare a terra, quasi all’inizio del percorso, quando si era appartata per una sosta tattica! Torna giù di corsa (senza zaino) lo ritrova e risale in tempo record, dopo cinque minuti di pausa prendiamo il sentiero tra i ghiaioni che ci porta a Forcella del Camp, ci affacciamo sulla valle dove, in fondo, sorge Malga dei Pass.
Rinunciamo al Mont Alt, bisognerebbe scendere di parecchio dalla forcella e risalire a lungo per la pala erbosa dirimpetto, Anna ha sulle gambe la corsa mattutina, così decidiamo di seguire il sentiero che corre in costa dalla forcella, in mezzo ai baranci.
E’ stretto, non sembra molto frequentato, è affacciato verso il lato sud, dalla parte del Carestiato, a volte esposto ma riparato dai cespugli. Ne facciamo un pezzetto e poi ritorniamo indietro, abbiamo ancora tutto il percorso fino al Rifugio e poi il ritorno al Passo Duran. La mole della Moiazza incombe su tutto il tragitto, Anna ricorda di aver fatto due volte la Ferrata Costantini e la invidio un poco, stamattina ne abbiamo visto l’attacco, da lontano, adesso passando per il Vallon de le Nevere ne vediamo l’uscita, il ripido nevaio resiste al sole di maggio.
Bella giornata, panorama sulla Moiazza, San Sebastiano, Moschesin e un sacco d’altro, siamo contente e per finire in bellezza ci fermiamo a Agordo a prendere un gelato, sedute al tavolo esterno. Adesso si può, in pieno periodo Covid era permesso solo l’asporto, guai mangiarlo sul posto, lo sa bene chi si è preso una multa salata.
Alle 17.30 passo dalla mia mamma, in tempo per accompagnarla a piedi in chiesa, mia sorella poi la riaccompagnerà a casa. Per stasera ha accettato di venire scortata, ma sta aprendo le ali e nonostante gli impedimenti, mascherina, auricolari, vista minima, sta scalpitando per andare da sola. Lo spero proprio, è importante riacquisti la sua libertà, i rischi ci sono, ma fanno parte della vita. Altrimenti è prigionia.
Alla sera la mamma mi telefona, si scusa per “essere scappata via invece di stare con me che ero venuta a trovarla apposta”! Si fa un mucchio di problemi Santo Iddio è mai possibile? Io passo cinque minuti dopo aver fatto i fatti miei tutto il giorno e è lei a scusarsi. Ho letto da qualche parte che le mamme ebree sono particolarmente apprensive, non conoscono la mia! Oppure discendiamo direttamente da Abramo, a nostra insaputa.

Passo Duran, sentiero per il Rifugio Carestiato
Passo Duran, sentiero per il Rifugio Carestiato

Giovedì 28 Maggio
Staziono a casa per le faccende domestiche. Sono in ansia per gli interrogativi della prossima settimana, il tre giugno potrò partire per Gorizia? E se sarò da mia figlia, chi accompagnerà mia mamma dal parrucchiere la mattina di venerdì 5 ? Quando ci vedremo io e Salvatore?
Almeno una cosa si sistema, mia nipote Serena mi assicura che porterà lei la nonna dal parrucchiere, la prossima settimana avrà il turno al pomeriggio, così la mattinata è libera. E’ una cara ragazza, cerca di appianare tutto, non si è abbattuta per il rinvio del suo matrimonio, è tanto affettuosa.
Il tempo è così così, pioviccica, nel pomeriggio vado dalla mamma e trovo anche mia sorella e Serena, mia madre è contenta di averci lì, poi annuncia che andrà in chiesa da sola. Si è ripresa bene, in confronto a pochi giorni fa è più vispa malgrado tutti i suoi acciacchi, ma siamo ansiose lo stesso: la situazione si capovolge siamo noi figlie e nipoti a essere in pensiero per lei!
Tutto bene, il tam tam familiare trasmette che la mamma è tornata all’ovile.

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