Diario 22 – 23 Maggio 2020

Santuario di San Vittore e Corona, salendo al Monte Miesna
Santuario di San Vittore e Corona, salendo al Monte Miesna

Venerdì 22 Maggio
Stamattina sveglia prestino, cioè, sono sempre sveglia presto, la differenza è che stavolta mi alzo dal letto invece di poltrire. In programma c’è l’escursione al Monte Miesna.
Mi trovo con altri 5 amici e ognuno con la propria auto (tranne una coppia, loro essendo conviventi sono autorizzati a viaggiare insieme) raggiungiamo Anzù, paesino vicino a Feltre, oggi c’è anche Pier, è dalla scorsa estate che non ci vediamo. Saliamo per il sentiero dei Capitelli al Santuario di San Vittore e Corona (mai nome di santa è stato più adatto a questi virulenti tempi) e dopo una breve visita prendiamo il sentiero naturalistico appena dietro alla Chiesa. E’ un bellissimo percorso panoramico, al bivio proseguiamo per la stradina nel bosco, tagliando per sentiero i tornanti. Passiamo una radura prativa con due bellissime casere, affacciate verso est, una ha una storia da raccontare: è stata aperta per molti anni, una “Casera dell’Amicizia” che accoglieva i viandanti, purtroppo dopo alcuni episodi spiacevoli il proprietario si è risolto a metterle il catenaccio.
Saliamo ancora e raggiungiamo Casere Cavallin, due costruzioni di cui una è aperta uso bivacco (restaurata dagli alpini), accanto ci sono maestosi alberi di carpino, una vera bellezza. Da qui manca poco alla meta, il Monte Miesna è “alto” solo 774 metri e dalla cima, circondata da alberi, non si vede nulla, il bello è prima, tutta la dorsale col panorama da ambo le parti, sul Feltrino, il Tomatico, le Vette Feltrine e la Valbelluna. Per il pranzo a sacco scendiamo alle prime casere, ci accomodiamo sul prato e stiamo attenti a non lasciare alcuna traccia del nostro passaggio, a parte il nome sul libro dei visitatori custodito in una cassetta sotto la tettoia esterna. Scendiamo per la stradina, senza più imboccare il sentiero al bivio, pensando che anche questa ci riporti al Santuario. Invece sbuchiamo in basso, tra Celarda e Anzù, poco male, per tornare alle auto facciamo un pezzo di strada.
Sono felice di questa giornata, ci salutiamo al parcheggio, ma per finire in bellezza io e Cris andiamo anche al Vincheto di Celarda, ne visitiamo solo un pezzetto, io ci sono stata altre volte e la mia amica potrà tornarci con calma ora che sa dov’è. Ci concediamo un caffè al piccolo bar del paesetto, è la nostra prima tazzina in posto pubblico…la fase due va avanti, con giudizio (quasi una citazione).

Sabato 23 Maggio
Avevo promesso a mia nipote che l’avrei  accompagnata al Monte Artent e Malga Garda, ogni promessa è debito. Ritorno molto volentieri in quel di Lentiai ad ammirare la fioritura dei narcisi con Serena e il moroso, sono giovani e abituati a correre, si dovranno adeguare al mio passo da montagna…
Partiamo alle 8.20 da casa mia, con due auto ( causa distanziamento Covid) saliamo fino al parcheggio sopra Pian di Cultura e poi ci incamminiamo per la stradina arrivando fino alla Malga, che l’altra volta avevo visto solo da lontano. Bellissimo posto, non so se sia usata ancora per l’alpeggio, sarebbe un peccato lasciarla decadere. Andiamo avanti ancora un pezzetto, fino ai ruderi di un paio di  casere ma rinunciamo a salire fino a Malga Mariech, bisognerebbe scendere la collina fino a incrociare un capitello e poi risalire l’altro versante.
Sarà per la prossima volta, spero di tornare con Salvatore. A mezzogiorno siamo già di ritorno, dopo aver gustato i nostri panini a Malga Garda.

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