Diario confuso dei giorni Covid 19 – XXIII^ 8 maggio 2020

Venerdì 8 maggio
stamattina  ho cercato invano le chiavi della mia auto. Non le trovo. Ieri ho parcheggiato in cortile, la portiera  è chiusa sicché fino a qui di sotto le avevo. Manca anche la confezione di quattro uova di gallina ruspante che mia ha dato mia madre, accidenti, quella non può essere sparita nel nulla. Cerco di ricordare, ho tolto lo zaino dal bagagliaio e li controllo entrambi,  cerco nel  marsupio, guardo nelle tasche dei pantaloni, niente.  Però prima di salire a casa sono andata nell’orto a innaffiare le piantine, se avevo le cose in mano, potrei avere appoggiato le uova, le chiavi potrebbero essere scivolate da una tasca. Cerco dappertutto, tasto tutte le aiuole, già che ci sono vado anche in cantina (non credo di esserci  passata ieri, ma con la testa che mi ritrovo potrei essermelo scordato). Guardo anche nel frigo. Dove diavolo possono essere, il tragitto è breve, ho guardato in ogni angolo e anfratto… Sono disperata sia per averle perse sia per avere la memoria di un pesce rosso. Ritorno a controllare tutto parecchie volte. Niente. Evaporate.
Mi rassegno e prendo le chiavi di riserva, sono di pessimo umore, arrabbiata con me stessa e la mia sbadataggine.
Le chiavi sono un guaio, le uova… potrei ritrovarle da come puzzeranno, tra un mese.  Controllo sempre, cerco di stare maniacalmente attenta, ma mi succede ugualmente di perdere chiavi, bancomat, cappelli, orecchini, maglie, persino una giacca di pelle e una volta l’intero contenuto della borsa con soldi, documenti, chiavi e oggetti vari. Questo ultimo caso finì bene, a metà mattina la questura di Belluno mi avvisò che una signora aveva ritrovato il tutto ammucchiato su un marciapiede. Io caddi dalle nuvole perché ero al lavoro e nemmeno mi ero accorta di avere la borsetta vuota.
Dimentico anche le racchette da escursione. Il mio rapporto con le chiavi poi è particolarmente conflittuale. Ogni tanto giocano a nascondino.
Nello sconforto mi consola il messaggio di Serena, ha trovato in internet il regalo che volevo fare a mia figlia, un lampada a led che si apre come un libro. L’ha ordinata e verrà recapitata a giorni.
Gioco l’ultima carta, chiedo a mio papà di farmi ritrovare le chiavi che DEVONO essere a casa. O almeno la scatola con le uova che, sono sicura, sono in coppia con le chiavi.  A volte funziona, mio papà se la ride a farmi gli scherzi.
A sera mi metto d’accordo con la mia amica Anna per l’escursione di domani e  poi prima di andare a dormire (sconsolata) preparo zaino e vestiti.
E arriva l’illuminazione: gli scarponi!  Afferro con trepidazione il sacchetto di tela dove ripongo gli scarponi e eccole qua, le malefiche chiavi che cercavo, infilate in una calzatura! E accanto la scatoletta di uova fresche.

Sono così felice che potrei cantare, non lo faccio per rispetto al vicinato.

a Chiesetta Sant'Andrea Polpet (15)

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