Pensionamento

Questa cosa semiseria l’ho scritta in occasione del pensionamento di un collega che abita in un paesino dello zoldano. L’inverno precedente la sua casa, come tutte le altre in paese, era stata sepolta dalla neve non sapevano più come liberare i tetti e le strade. Lui si comprò un bella fresa e ne era orgoglioso. Buttata giù in italo-bellunese, purtroppo non conosco nè il mio dialetto nè tantomeno quello zoldano.

Ho cromprà na fresa nova
rossa, bela, granda,
no l’ho mia catada a la Standa!
Ghe andarò anca a far spesa,
no me serve pì la Panda
par n’dar a Zoldo-City!
A Belùn ve ase in bici
a pedalar come danadi
par pagar vita bela a noialtri pensionadi.

IN CORO: Su e dò par le vallate
da Zoldo al Cadore
me ne vò col mio trattore
le belle a rimirar.
Su e dò par le montagne
da Zoldo al Comelico
me ne vò col mio grande amor *
a voi ase al me cor
ma paghème la pension!
*grande amor: la fresa nova.
VARIANTI SEMPRE IN CORO:
Su e dò par le vallate
da Zoldo al Cadore
il pensionato e il suo trattore
vanno a strozzolòn.
Su e dò par le contrade
di qua e di là si sente
il pensionato alacremente
rampar col suo trattor.
Su e dò par le montagne
da Zoldo all’Agordino
brindo a schiz e vino
cent’anni di pension.
E’ veramente stupida ma la firmo lo stesso, tant’è.
Paola Marini Gardin.
©Copiryght Paola G.

 

 

 

 

 

 

 

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